KOKEDAMA MON AMOUR

Mettere le mani nella terra, annusare il profumo del muschio e creare una composizione vivente in ogni suo dettaglio.
Kokedama significa letteralmente “palla di muschio” (Koke: sfera Dama: Muschio). In pratica è una sfera di terra ricoperta di muschio con al suo interno una pianta, un vaso totalmente naturale che può essere appeso o appoggiato.
L’idea nasce in Giappone e deriva dalla tecnica bonsai Nearai.

I Nearai, predecessori dei kokedama
Pare che il primo prototipo di kokedama derivi dai Nearai (può essere tradotto come “radici pulite“).
Nel periodo che va dal 1603 al 1867, chiamato Periodo Edo in Giappone, a qualcuno venne la brillante idea di sperimentare un tipo di bonsai senza vaso. Ci sono vari tipi di Nearai, ma per la prima volta viene mostrato ed esaltato l’apparato radicale che normalmente viene nascosto all’interno del vaso.
Il kokedama è la versione più semplice e veloce del Neareai, definito anche come “bonsai dei poveri” probabilmente per la facilità di realizzazione o perchè creato senza l’utilizzo di vasi.

Wabi-sabi

Il kokedama custodisce e rispecchia l’ideale estetico giapponese del wabi-sabi che può essere spiegato come un apprezzamento dell’imperfezione della natura e la caducità della bellezza, in altre parole:

"se un oggetto o un'espressione può provocare dentro noi stessi una sensazione di serena malinconia e un ardore spirituale, allora si può dire che quell'oggetto è wabi-sabi". Andrew Juniper

"(il wabi-sabi) nutre tutto ciò che è autentico accettando tre semplici verità: nulla dura, nulla è finito, nulla è perfetto".Richard R. Powell

Nonostante il kokedama derivi dall’antica arte giapponese ha avuto una rinascita negli ultimi decenni. Tradizionalmente veniva appoggiato su superfici/ciotole di ceramica, legno o pietra, oggi lo puoi trovare spesso appeso sia all’interno che all’esterno.

Ingredienti
La “ricetta” per i kokedama può variare ma solitamente vengono creati con il materiale dei bonsai e ricoperti di muschio fresco o sfagno. L’importante è scegliere piante che abbiano necessità simili a quelle del muschio, sono ideali le Felci, le Calathea, e tutte le piante da interno che non amano la luce diretta del sole e necessitano di un terreno leggermente umido.

Come prendersene cura
Prendersene cura è facile ma richiede costanza, basta immergere la sfera completamente in acqua finchè smette di galleggiare (questo significa che la terra all’interno si è bagnata a sufficienza).
Per valutare quando è il momento giusto per innaffiare il tuo kokedama puoi soppesarlo, se è più leggero del solito significa che la terra è asciutta e puoi immergerlo, altrimenti puoi attendere. È sempre meglio non aspettare fino alla completa asciugatura perchè la pianta potrebbe soffrire.

Se vuoi imparare anche tu a creare il tuo kokedama eccoti il link con i prossimi workshops oppure iscriviti qui sotto alla newsletter per essere sempre aggiornato su corsi e novità.